• Vendere musica: come funziona e chi lavora attorno agli artisti. Intervista a Giuseppe Barone, addetto alla comunicazione nella storica casa discografica Carosello Records – 1 PARTE

    November 6, 2019
  • L’intervista che segue è stata pubblicata sulla rivista LA FLAME – giornale del Friuli Venezia Giulia ed è stata fatta da Monica Zinutti, giornalista, addetta alla comunicazione e studio manager degli Angel’s Wings Recording Studio.

    Giuseppe Barone si è laureato in scienze della comunicazione e successivamente ha scelto la strada della musica, specializzandosi con un Master di comunicazione musicale. E’ stato proprio quel Master che gli ha aperto le porte alla storica etichetta discografica Carosello Records, nata 60 anni fa con sede a Milano. Giuseppe racconta; “Quel Master prevedeva, a seconda delle tue attitudini, uno stage in un’azienda. A me è servito come ponte per arrivare in Carosello dove poi sono rimasto, per fortuna!”. Ora fa parte del team della famosa casa discografica e si occupa dell’ufficio stampa, promo radio/TV e social media degli artisti.
    Ho incontrato Giuseppe proprio negli uffici della Carosello e abbiamo fatto una lunga chiaccherata, nella quale abbiamo analizzato come funziona il mercato della musica. Il settore musicale è molto articolato e per proporre questo prodotto le attitudini richieste sono: profonda conoscenza del settore, grande professionalità e flessibilità negli orari.
    Con questa intervista ho approfondito, con chi ne è a contatto ogni giorno, i diversi aspetti che ruotano attorno a questa attività.
    Vista la grande quantità di argomenti, l’intervista sarà suddivisa in tre parti, ecco la prima, buona lettura.

    – Giuseppe Barone, mi racconti un po’ di te, chi sei e come ti sei avvicinato al settore della discografia?
    Mi sono laureato in scienze della comunicazione e alla fine dell’università ho fatto un Master di comunicazione musicale che prevedeva, a seconda delle tue attitudini, uno stage in un’azienda, chi è andato in un ufficio stampa, chi in una radio, chi in un’agenzia di live, io volevo fare il discografico e mi hanno proposto la Carosello Records, ho fatto il colloquio, è andato bene, poi anche lo stage, è andato bene, e poi sono rimasto qua!
    Quel Master mi è servito per capire meglio le diverse figure del settore, cosa fa un discografico, che differenza c’è fra chi gestisce i live da quello che lavora in una casa discografica. All’inizio io non sapevo niente di tutte queste figure, perché ce ne sono davvero tante, e il master ci faceva incontrare settimanalmente tutti gli operatori del settore, tra cui anche il mio attuale capo il direttore Dario Giovannini. Durante questi incontri ogni volta che ascoltavo tutte le esperienze dei diversi addetti, un manager, il responsabile di un ufficio stampa, l’addetto alla distribuzione digitale, la stylist, la siae, il legale, mano a mano mi si apriva un mondo, mi diventava tutto più chiaro, facendomi capire cosa volevo fare.
    Questo è un lavoro fatto molto di rapporti e di sensibilità, perché l’artista non è un oggetto che tu lavori e a una certa ora chiudi e vai a casa, l’artista è lì, si attacca, si affida, e con alcuni c’è proprio un rapporto di simbiosi totale, a volte anche troppo! (ride)
    Ogni vittoria è condivisa e ogni sconfitta è condivisa, e questa è una cosa molto bella. Questo lavoro è un po’ come quando da piccolo dici “voglio fare l’astronauta”, lo sogni ma poi non sai effettivamente cosa serve per fare l’astronauta! Cosa fa un astronauta? Va nello spazio, ma cosa fa effettivamente? Ecco, questo è un po’ come fare il discografico, oltre ad avere un rapporto con un artista, cosa fa? Lo scopri giorno dopo giorno, grazie anche alla formazione dei colleghi più grandi.

    – Da quanto tempo lavori alla Carosello Records e di cosa ti occupi?
    Lavoro in Carosello Records da 3 anni e faccio parte del team di promozione e comunicazione degli
    artisti, ovvero, il mio ruolo è quello di fare da intermediario tra gli artisti e quelli che sono i media principali che vengono utilizzati oggi, che sono la stampa, la televisione, la radio e il web. Il mio
    ruolo è essere il tramite e il filtro tra quelli che sono gli artisti che gestisco e i media per la promozione della loro musica.

    – Com’è strutturata l’azienda, quante sono le persone che ci lavorano?
    In tutto il gruppo, che è Curci, siamo una cinquantina, l’azienda si suddivide in tre diverse categorie.
    C’è la Curci, che è la parte editoriale che raggruppa gli autori e tutto il catalogo del passato, la Carosello Records, che è la casa discografica in cui lavoriamo in 9 e la D’Accordo, che è la parte classica che vende spartiti e affini.
    Curci è stata fondata nel 1863 e si occupava di spartiti. La sede era a Napoli ma successivamente si sono trasferiti a Milano, nel palazzo dove sono tutt’ora che una volta veniva chiamato Palazzo della Musica, perchè c’erano solo aziende che vendevano musica, spartiti e cose simili. Mi hanno raccontato che al piano qui sotto, dove ci sono gli uffici Curci, venivano da tutta Italia per portare le loro opere per provare a farle pubblicare.
    All’inizio era una società solamente di edizioni, erano tutti autori di musica classica o strumentale che depositavano gli spartiti per farli poi suonare ad altri. Successivamente, quando è iniziata l’era della canzone italiana, quella che adesso è chiamata pop, sono nati molti autori che erano anche interpreti delle proprie canzoni, tra cui Domenico Modugno, quindi discograficamente dovevano appoggiarsi ad altre società, ma in questo modo le entrate dei diritti l’azienda li perdeva, perché la produzione fonografica non era di proprietà.
    Nel 1969 la Curci decise di aprire la Carosello Records, all’inizio proprio per Modugno, per supportare anche la parte discografica, perché chi lavorava in Curci all’epoca aveva visto che Modugno non solo funzionava bene come autore ma anche come cantante. Aprendo la casa discografica veniva gestita in azienda sia la parte delle edizioni che la parte fonografica dei brani, così da ricavare dei guadagni anche da questo. Sembra quasi una favola ma è successo proprio così, ho avuto modo di vedere proprio il primo atto depositato dal notaio dove c’era la firma di Domenico Modugno originale.
    Nel corso degli anni sono passati tanti artisti alla Carosello Records; Toto Cutugno, Gaber, i primi 5 dischi di Vasco Rossi, una parte del catalogo di Mina, Iva Zanicchi. Negli anni ‘90 c’è stato un periodo di stallo ma da quando è stata presa da Claudio Ferrante e Dario Giovannini, che è l’attuale direttore, c’è stato un super rinnovamento del catalogo e sono arrivati tutti gli artisti che abbiamo oggi: Emis Killa per il rap, i Lost nel periodo delle band emo, molte licenze internazionali come gli Skunk Anansie, Miguel Bosè con l’album Papito, che ha avuto un grandissimo successo, poi molte hit estive e tutto il cantautorato con Levante, The Giornalisti e Coez.

    – Quali sono le figure che lavorano in questa etichetta oggi e di cosa si occupano?
    L’etichetta è composta da nove addetti che sono: il direttore generale Dario Giovannini, che è colui che ci rappresenta, poi c’è la vice capo, Giulia Mazzetto, che si occupa delle brand partnership e di tutte le collaborazioni fra artisti, marchi e brand vari, che si tratti di un evento, delle attività social o sfilate, questo settore viene chiamato new business perché al momento credo che, insieme ai live, sia la parte più remunerativa, più della vendita del disco fisico, banalmente. Insieme a Giulia c’è Irene Caspani, anche lei si occupa dei brand e inoltre lei coordina la produzione del disco fisico, ha contatti con chi lo distribuisce, organizza gli instore tour degli artisti e i firmacopie. Poi c’è Debora Cinganelli, che si occupa della parte di produzione di foto e di video, mentre Kevin Andrioni si occupa della parte digital, Apple Music, Spotify, Youtube, Vevo. Poi c’è Federica Moretti, lei è la responsabile della promozione, ma si occupa anche di coordinare tutti i progetti a 360°, mettere insieme le fila, se qualcuno si è perso una cosa va da lei e chiede tutti gli aggiornamenti, mentre Adriana Branchini si occupa dei contratti e delle royalties (guadagni degli artisti). Infine c’è Lorenzo Sito, che si occupa della produzione artistica, e poi ci sono io, che mi occupo del rapporto con i media, faccio attività di ufficio stampa, organizzo interviste, ospitate televisive e in eventi.
    To be continued…

    La prima parte dell’intervista si ferma qua, nella seconda entreremo nel vivo delle mansioni pratiche che un’etichetta discografica svolge.

    Moni Zinu